CORPI IN GUERRA

Corpi in guerra,Coro Castel Penede – Nago, con Francesca Sorrentino.

Venerdì 5 ottobre, presso la sede Elsa Morante dell’Istituto “Tor Carbone”, ha avuto luogo lo spettacolo Corpi in guerra, delCoro Castel Penede – Nago, con l’attrice Francesca Sorrentino. Spettacolo fortemente voluto dalla Dirigente Cristina Tonelli (naghese di origine), per il coro ha rappresentato l’occasione per potersi proporre a un pubblico di giovani studenti, con i docenti e tutti i presenti, intimamente toccati dalla sensibilità con la quale la tradizione della Coralità Trentina ha incontrato linguaggi nuovi per veicolare messaggi importanti e senza tempo.

All’inizio del 2018, anno in cui ricorre il centenario della fine della “Grande Guerra”, il Coro Castel Penede di Nago ha intrapreso un intenso percorso di preparazione al fine di proporre uno spettacolo “teatrale” incentrato sugli avvenimenti del periodo storico riguardante il conflitto. Si tratta di un percorso formativo del Coro curato da Francesca Sorrentino e appoggiato da Luisa Rigatti ass.ra alla cultura e all’ambiente del comune di Nago-Torbole – la quale ha oltretutto impreziosito l’iniziativa con la sua presenza e il suo intervento – per esplorare nuove direzioni espressive del proprio patrimonio culturale. Un singolare e coinvolgente esperimento di voci in movimento.

Più che storia di guerra, la rappresentazione è stata un racconto di storie di persone: di chi è partito per combattere, perlopiù senza fare ritorno, delle famiglie divise, quindi di destini e di un futuro incerti. Un avvincente melange di narrazioni preparate ad hoc dalla professionista attrice teatrale Francesca Sorrentino, attraverso le quali è stata proposta non una mera alternanza fra testo e canti, ma una fusione tra le parti, nella quale e per la quale gli stessi coristi diventano attori per mezzo dell’interpretazione, nei movimenti e nella gestualità del corpo.

L’obiettivo, oltre a quello di dare alla critica del pubblico spunti di riflessione sul messaggio che si propone, è quello di cercare un modo diverso di fare coro: occasione in cui immedesimarsi nella storia che si racconta, opportunità di ulteriore affiatamento tra coristi, modificando – in alcuni passaggi – il classico modo di proporre il canto popolare. Uno spettacolo articolato, frutto di un lungo periodo di preparazione, che ha procurato la giusta intesa per armonizzare la mestizia e il dolore delle guerre e delle assenze da esse procurate, con l’incanto di un canto di bellezza e di speranza.

 

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